Nel mondo della musica e della guarigione sonora, la frequenza con cui una nota viene accordata può cambiare profondamente la nostra esperienza d’ascolto. Ma al di là dei dibattiti polarizzanti tra “432 Hz vs 440 Hz”, esiste una domanda più fertile: e se imparassimo ad ascoltare con orecchie più sottili, lasciandoci toccare da più accordature, come chi esplora territori dell’anima ancora non mappati?
Dal 1953 l’intonazione a 440 Hz per il LA centrale è diventata lo standard internazionale, adottata da orchestre, scuole e produzioni musicali in tutto il mondo. È un compromesso tecnico pensato per uniformare, non per ottimizzare il benessere.
Molti artisti, terapeuti sonori e ascoltatori sensibili riferiscono che la musica accordata a 432 Hz sembra “più calda, più naturale, più in sintonia con il cuore”. Alcuni studi preliminari hanno cercato di indagare questa sensazione.
Uno studio pubblicato su Explore (NY) (Calamassi & Pomponi, 2019) ha rilevato che l’ascolto di musica a 432 Hz riduceva in modo più marcato la frequenza cardiaca rispetto alla stessa musica a 440 Hz, suggerendo un maggiore effetto calmante.
Uno studio su Psychology of Music (Pellegrino et al., 2020) ha mostrato che l’accordatura a 432 Hz migliorava leggermente la qualità percepita dell’ascolto e le emozioni positive.
Non sono prove assolute, ma segnali interessanti.
Alcuni musicisti e guaritori scelgono di accordare a 444 Hz, che pone il DO centrale a 528 Hz – chiamata da alcuni “frequenza dell’amore” o “del DNA”. Le prove scientifiche a sostegno sono ancora più limitate, ma l'esperienza soggettiva è potente per chi ne fa uso.
L’esperienza sonora è personale e neuro-emotiva. Ogni frequenza ha un impatto sottile e specifico sul nostro corpo-mente, e la neuroplasticità ci suggerisce che esporci a diverse frequenze stimola aree diverse del cervello, attivando nuove connessioni (Kraus & Chandrasekaran, Nature Reviews Neuroscience, 2010).
Ascoltare solo una frequenza può diventare una gabbia dorata. Varie frequenze, invece, ampliano la nostra gamma percettiva. È come passare dalla monocromia al colore pieno.
Non si tratta di trovare “la frequenza perfetta”, ma di entrare in ascolto autentico. Quando scegliamo in base a ciò che ci nutre profondamente – e non per moda o ideologia – il suono diventa "medicina".
Sperimenta. Riascolta i tuoi brani preferiti in 432 Hz. Prova una meditazione a 444. Torna al 440. E nota come cambia la tua presenza.
Calamassi D, Pomponi GP. (2019). Explore (NY), 15(4):283-290. https://doi.org/10.1016/j.explore.2018.11.003
Pellegrino R. et al. (2020). Psychology of Music, 48(4):543-557.
Kraus N, Chandrasekaran B. (2010). Music training for the development of auditory skills. Nature Reviews Neuroscience, 11(8), 599–605.
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