Quando guardiamo il cielo oggi, le costellazioni non sono più dove erano millenni fa.
Eppure, l’astrologia continua a parlare alle persone, a offrire intuizioni e a tracciare mappe interiori. Come mai?
La mia deduzione è che l'Astrologia è una disciplina di studio e osservazione della Natura,
della legge dei cicli quindi lo studio dei mesi e le stagioni, che procede per analogie e comparazioni simboliche.
Dunque quando osservavano i fenomeni naturali che in un dato periodo si ripetevano sempre, in cielo, che era un grande punto di riferimento,
faceva un po' da "cartello stradale", a cui veniva associato il fenomeno.
Ecco così che i ruoli delle stelle diventano un punto di riferimento simbolico, non una verità astronomica.
Facciamo degli esempi per capire meglio:
nel periodo relativo al Sagittario gli animali migrano o vanno in letargo: al sagittario e alla Nona Casa è stato associato l'archetipo del viaggio.
il primo mese della primavera, l'Ariete, la Natura emerge dall'inverno e dà inizio (segno cardine, Cardinale), e rompe il vecchio "ordine" con forza, il seme esce dalla Terra e si eleva verso l'alto dando vita al nuovo.
Usando la mente analogica e osservando la Natura, riusciamo a comprendere a fondo il significato dei Segni e delle Case.
🔎 Nota: Il simbolismo numerico è un altro pilastro dell’astrologia, ma in questo articolo ci concentriamo sul rapporto tra Natura e Cielo.
L’asse terrestre si sposta lentamente, causando un cambiamento nella posizione apparente delle costellazioni. In poco più di 2.000 anni, questo ha “ruotato” lo zodiaco di quasi un segno (il punto dell’equinozio retrocede lungo l’eclittica, facendo arretrare i segni rispetto alle costellazioni). Ma l’astrologia occidentale non si basa sulle stelle: usa lo zodiaco tropicale, ancorato all’equinozio di primavera. È una mappa stagionale, non stellare.
I segni zodiacali rappresentano archetipi psicologici e fasi del ciclo vitale. Ariete è l’inizio, il Toro è il centro della primavera quindi bellezza (domicilio di Venere), nutrimento, i Gemelli sono un segno Mobile, quindi propenso a cambiamenti repentini, che include sia la primavera che il seme dell'estate, etc.. Questi significati non dipendono dalla posizione reale delle stelle, ma dal ritmo della natura e dall’esperienza umana del tempo.
🔎 Nota: contattami se vuoi approfondire lo studio simbolico dell'astrologia e magari fare una lettura del tuo Tema Natale.
Un cartello che indica “Roma” non è Roma. Anche se lo sposti, il concetto resta. Le costellazioni sono etichette simboliche, non coordinate astronomiche.
Il Natale si celebra il 25 dicembre, ma non coincide con la nascita storica di Gesù. È un simbolo ciclico, legato al solstizio d’inverno e alla rinascita della luce.
Una melodia può essere suonata in tonalità diverse, ma la sua emozione resta. Così l’astrologia: anche se “trasposta” rispetto alle stelle, conserva la sua armonia interna.
Per Platone, il cosmo era ordinato secondo un’intelligenza superiore. Jung vedeva l’astrologia come linguaggio dell’inconscio collettivo. Le costellazioni sono mappe dell’interiorità, non strumenti di misurazione.
Heidegger distingueva tra tempo misurabile e tempo vissuto. L’astrologia interpreta il tempo umano, fatto di cicli, emozioni e trasformazioni.
Una mappa può essere “sbagliata” geograficamente ma utile per orientarsi. L’astrologia è una mappa psicologica: non pretende di descrivere il cielo, ma di aiutare a navigare la vita.
Le costellazioni si sono spostate, ma l’astrologia continua a parlare. Non perché descriva il cielo, ma perché descrive la Natura: attraverso lo studio della Natura Esteriore riusciamo a comprendere quella Interiore, e viceversa. È una bussola simbolica, un linguaggio del tempo, una narrazione dell’anima.
Forse non guardiamo le stelle per sapere dove sono, ma per sapere chi siamo.
“Le stelle cambiano, ma la loro voce continua a parlarci.
Ognuno di noi porta un cielo unico dentro di sé.
Se vuoi scoprire cosa racconta il tuo e come orientarti attraverso i suoi simboli, possiamo esplorarlo insieme in una consulenza astrologica.”